- Ci sono tre stati dell'esistenza: ignorare, agire e portare a termine.
- Pensa che tutto è una bozza: ti aiuterà a fare.
- Non c'è un secondo passaggio di editing, di lavorazione.
- Non procrastinare. Se aspetti più di una settimana a mettere in pratica un'idea, è meglio che l'abbandoni.
- Il bello di aver fatto una cosa non è tanto quello di averla completata, quanto di essere pronto per fare altro.
- Una volta che hai fatto una cosa, poi puoi buttarla via.
- Lo scopo del fare non è finire, ma poter fare altre cose.
- Ridi in faccia al concetto di perfezione. E' noioso e ti tiene lontano dall'azione.
- Chi non si sporca le mani sbaglia, chi fa ha ragione.
- Fallire conta come fare. Perciò commetti pure tanti errori.
- La distruzione è una variante dell'azione.
- Se hai un'idea e la pubblichi su internet, questa cosa conta come l'ombra del fare.
- Il fare è il motore del più, della crescita.
(B. Pettis)
Ho passato metà della mia vita a fare, fare, fare, a pensare idee nuove, a lottare per portarle a termine, a costruire... poi ho scoperto il mondo del "qui e ora", del goditi l'attimo, del relax...
A me piace considerare la vita di una persona come un libro, in cui ogni fase è un nuovo capitolo e come ogni ottimo libro non è alla fine che devi dire "wow che bello" ma mentre lo leggi, mentre scorri gli occhi sulle righe, quando arrivi a quelle pagine che per metà sono bianche perché è finito un capitolo: è lì che devi chiederti se il libro ti è piaciuto perché è lì che devi chiederti cosa ti ha dato.
Lo stesso è per la vita. Quindi, la fase del "fare cieco, ansimante" l'ho passata.
La fase del "qui e ora, goditi la strada e fottitene dell'obiettivo" l'ho passata.
Ora posso dirlo, nessuna delle due è quella corretta, almeno per me. L'ideale è un equilibrio. Non possiamo illuderci di diventare delle statue per goderci l'attimo: noi siamo energia e l'energia si muove. La materia è composta di atomi che si muovono costantemente: se quegli atomi si fermassero non ci sarebbe materia.
Noi siamo cellule, siamo sangue, siamo un'attività costante e frequente del cuore: se il cuore smettesse di "fare" chi spingerebbe il sangue in giro?
Al tempo stesso, non ha senso correre troppo perché ci si perderà per strada la meraviglia di questo mondo: non siamo qui di passaggio, siamo qui per godercela e non si può godere se non ci si rende conto di cosa si sta facendo (e ogni riferimento ANCHE al sesso non è per niente casuale).
E questo senza aggiungere che spesso corriamo non a causa nostra ma perché ci è stato inconsciamente inculcato dalla società (e per società intendo i modelli genitoriali e quelli sociali).
Quindi, fanculo al mito dell'uomo che si deve ammazzare pur di raggiungere obiettivi non suoi.
E fanculo al mito dello yogi che campa mille anni perché si rifugia in un monastero sperduto tra le montagne.
Che vita è quella dove per correre non ci si gode i risultati della corsa? E che vita è quella dove per fermarsi si evita di godere la bellezza della vita?
L'unica vera strada che ci possa guidare in questo viaggio è la passione che ci viene da dentro. Non contano le filosofie, non contano i risultati, non contano le teorie, conta solo ciò che sentiamo e che vogliamo.
E quello che vogliamo va seguito... facendo.
Perché il titolo di quel famoso libro della vita è "Passioni". E non nel senso pasquale-vangelico del termine....
- There are three states of existence: ignore, act and carry.
- Thinks that everything is a draft: will help you do.
- There isn't a second step of editing, processing.
- Do not procrastinate. If you wait more than a week to put into practice an idea, it is better to give it up.
- The beauty of doing a thing is not so much to have it completed, as to be ready to do anything else.
- Once you've done something, then you can throw it away.
- The purpose of doing it is not an end, but can do other things.
- Laugh in the face to the concept of perfection. It's boring and keeps you away from the action.
- Who would not dirty his own hands is wrong, who does is right.
- Failure counts as done. So you make too many mistakes.
- Destruction is a variant of the action.
- If you have an idea and publish it on the internet, this counts as a shadow of what to do.
- Doing is the engine of more growth.
(B. Pettis)
I spent half my life doing, doing, doing, thinking new ideas, struggling to complete them, to build... Then I discovered the world of the "here and now", of the moment, enjoy, relax, yoga and other stuff like those...
I like to consider the life of a person like a book, where each step is a new chapter and like any good book is not at the end that you have to say "wow how nice" but when you read it, when you scroll your eyes on the rows, when you get those pages that are half white because it ended a chapter... that is where you have to ask yourself if you liked the book because that is where you have to ask what gave you.
The same goes for life. Therefore, the phase of the "blind doing, gasping" I passed.
The phase of the "here and now, enjoy the road and Fuck goals" that I did.
Now I can tell, neither is the correct one, at least for me. The ideal is a balance. We can not pretend to be statues to enjoy the moment: we are energy and the energy moves. The matter is composed of atoms that move constantly, if they stop those atoms there would be no issue.
We are cells, we have our blood, the constant and frequent activity of the heart... if the heart stops its activity who would push the blood around?
At the same time, it makes no sense to run too much because you lose the wonder of this world: we are not just passing through, we are here to enjoy it and you can enjoy if you do not realize what you're doing (and any ALSO reference to sex is not at random).
And that's without adding that often we run not because of us but because it has been unconsciously inculcated to our mind by society (and society mean models of parenting and social ones).
So, fuck the myth of the man who must kill himself to achieve goals while not his.
And fuck the myth of the yogi who lives one thousand years only because it refuges in a remote monastery in the mountains.
What life is if running you can't enjoy the results of the race? And what life is if stopping you avoid enjoying the beauty of life?
The only true way to guide us in this journey is the passion that comes from within. Do not count the philosophies, religions or others, no matter the outcome, no matter the theories, counting only what we feel and want.
And what we want to go after... making.
Because of the title of that famous book of life is "Passions". And not in the Easter sense...
1 comment:
Già, è un sottile equilibrio in cui troviamo la nostra motivazione nell'avere una meta e allo stesso tempo riusciamo a goderci il viaggio per raggiungerla.
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